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TITOLO: ZORRO

AUTORE: Margareth Mazzantini
Recensione di: babidippi
Perchè abbassiamo lo sguardo quando sulla "nostra strada" incrociamo "un eremita del marciapiede"??? Non vogliamo specchiarci nei suoi occhi; non vogliamo incrociare quello sguardo duro, consapevole e talvolta triste; non vogliamo dover riflettere sui motivi per i quali noi non siamo al suo posto.
Ignorando loro ignoriamo quella realtà che non ci riguarda...ma è in questo modo che eviteremo di far diventare tutto ciò il nostro quotidiano????
Recensione di: bobbidi
Avevo letto il libro l'anno scorso, l'ho ripreso in mano perchè i miei alunni sono iscritti al concorso Libernauta e questo era uno dei libri che dovevano leggere.
Si legge in mezz'ora, è un libro piccolo e scorrevole, ma non un capolavoro come invece per me è Non ti Muovere.
Zorro è un barbone, il testo è un suo libero monologo, scritto dalla Mazzantini per il marito Castellitto che l'ha portato in teatro. Zorro si è dato questo nome perchè è il nome di un suo vecchio cane.
Solo, puzzolente (ma non troppo, ogni tanto va alla doccia pubblica, perchè una delle ragazze che ci lavorano è carina e gentile e fa sognare i potersi innamorare e tornare normale...), spesso ubriaco ma mai oltre i limiti: questo è Zorro.
Piano piano ne scopriamo il lato più nascosto. Zorro bambino, buono, obbediente e triste. Zorro adolescente, povero e con amici che non sono veri amici. Zorro adulto, marito, tradito, solo. Tutti siamo fragili, ma qualcuno lo è di più. E se il piano di cristallo che è il nostro mondo comincia ad inclinarsi, non ci sono appigli: scivoliamo giù.
Una visione un po' romantica dei senza tetto, che non aiuta a risolvere il problema sociale, ma che fa riflettere, e a tratti si trasforma in una spietata e riuscita satira di noi, normali 'Cormorani'(come ci chiama lui):" Io con questo vestito ci faccio le 4 stagioni. [..]Te invece, Cormorano, di abiti ce n'hai uno per ogni sputo di tempo. Con quattro gocce tiri fuori il trench,te. E dove li metti 'sti vestiti? Mica te li puoi tirare dietro! Ti serve l'armadio. E l'armadio dove lo metti? In mezzo alla strada?No!, ti serve una casa. La casa chi la tiene? una negra?No, meglio una moglie [...]E la domenica che fai, non la porti fuori la moglie? Ti serve una macchina e ti serve che ti fermi a comprare i bigné perchè serve che vai dai suoceri. Cazzo, è domenica!Cazzo, hai il trench, hai il piuma d'oca, lo spigatino! Cazzo, Cormorano, compra i bigné![...]Come è brutta la domenica, Cormorano!Il dopopranzo,dopo i bigné, con tutti i televisori accesi, i bambini ai giardinetti, la fila all'altalena, il padre che parla al cellulare con gli amici: dove siete? La madre che parla all'altro cellulare con gli altri amici:dove siete? Dove siete? Il bambino che parla da solo: dove sono? Dove cazzo sono?La settimana è più disinvolta: lavorate. Lavorate per i de-sideri: per il de-coder. per il de-umidificatore,per il de-caffeinato,il de-ntifricio anti-placca: D'altra parte che fai, Cormorano, ti tieni la placca? Non puoi cazzo, rimuovila! Sei pelato, non puoi fari lo shampoo, almeno rimuovi la placca!"
Sarei stata curiosa di vederlo a teatro,visto che per me Castelitto è bravissimo!Leggerlo è piacevole, ma ti lascia con una sensazione sottile di incompiutezza.
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