TITOLO: YEATS E' MORTO
AUTORE: Joseph O'Condor, Roddy Doyle e altri
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La trama è questa: due poliziotti corrotti uccidono un uomo che dovevano soltanto intimidire. Questa morte innesca un meccanismo per il quale tanti destini s'incrociano, tante esistenze che altrimenti avrebbero finito per viaggiare parallele si trovano invischiate l'una nell'altra, e il risultato è un romanzo che è un giallo, ma anche uno spaccato di vita quotidiana, di grande efficacia letteraria, e di irresistibile spasso.
Ma c'è ancora un motivo per cui ho davvero apprezzato questo romanzo: il fatto che lo si può leggere come un omaggio al più grande scrittore irlandese: James Joyce.
Infatti tutta la trama ruota intorno a un fantomatico manoscritto che lo scrittore avrebbe lasciato a una lavandaia, intitolato appunto Yeats è Morto (altro riferimento a un grande della letteratura Gaelica) e su cui sognano di mettere le mani i protagonisti della storia, sperando così di risolvere i loro problemi. Non vi racconto l'incredibile finale.
Il romanzo ha in qualche modo dei ritmi Joyciani: l'ambientazione dublinese, il girovagare dei personaggi da un luogo a un altro, da un pub a un altro sempre alla ricerca di qualcosa o qualcuno, i nomi stessi dei personaggi, Mrs Bloom in primis, sono continui riferimenti all'opera dell'illustre predecessore.
Infine, va ricordato che il romanzo nasce come un progetto di solidarietà ad Amnesty International, a cui erano destinati i proventi delle vendite.
Non so se sia ancora in circolazione e anche nelle biblioteche so che non si trova facilmente, ma se lo trovate vi consiglio caldamente di leggerlo.