TITOLO: VIAGGIO ALLA FINE DEL MILLENNIO
AUTORE: Abraham Yeoshuah
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In breve la trama: un giovane mercante ebreo residente a Parigi si fa convincere dalla moglie a sciogliere la florida società che ha con un amato zio magrebino, poiché costui è bigamo, e questo è causa della disapprovazione della consorte.
Al fine di indurlo a ripensarci, e per dimostrare alla donna parigina che nessuna delle mogli viene trascurata, Ben Atar parte, in compagnia delle mogli e di un rabbino sivigliano, alla volta di Parigi, dove intende far sottoporre il suo caso al giudizio dei saggi della locale comunità.
Ma una volta giunti in Francia, la situazione si complica, fino a sfociare in tragedia.
Interessante lo spunto iniziale, e l'ambientazione altomedievale, che sottolinea il fatto che molti dei pregiudizi che hanno caratterizzato l'era moderna, erano assenti nel medioevo, tuttavia il romanzo perde per la strada la freschezza iniziale, a causa di scelte narrative particolari, come l'assenza dei dialoghi, la narrazione extra-diegetica tutta al presente, che alla lunga stancano, e portano l'attenzione del lettore a sviare dalla storia principale. Per seguire episodi secondari narrati con dovizia di particolari, ma senza che sia chiaro il loro collegamento con l'insieme del romanzo.
Nel complesso quindi, un romanzo diseguale, che potrà piacere di più a chi ama gli scrittori mediorientali.