UN GIORNO PERFETTO
TITOLO: UN GIORNO PERFETTO

AUTORE: Melania G. Mazzucco
Recensione di: Ilaria
In una notte di maggio la polizia irrompe in un appartamento di Via Carlo Alberto a Roma in seguito ad una chiamata di un vicino di casa che sostiene di aver sentito delle urla e poi alcuni spari. Ma che cosa è realmente accaduto nell'appartamento? La telefonata è solo un falso allarme oppure dietro la porta si nasconde un terribile crimine?
Per avere delle risposte dobbiamo tornare indietro di ventiquattro ore durante le quali minuto per minuto seguiamo le vicende di numerosi personaggi in questo giorno solo apparentemente uguale a tanti altri. Conosciamo così Valentina, quattordicenne in piena crisi adolescenziale che si fa un piercing e poi va a giocare la sua prima partita di pallavolo da titolare; Camilla, bambina timida e sensibile, che festeggia il suo settimo compleanno; Kevin, affezionatissimo alla mamma, alle prese con il suo primo ed inaspettato amore; Zero che vive per scelta un'esistenza ai margini della società e che compie il suo primo attentato contro un MacDonald; Elio che si sente sfuggire la propria carriera politica dalle mani e sbaglia discorso ad un importante comizio elettorale; Maja che decide di dare una svolta alla propria vita e finalmente trova la casa che ha sempre sognato; Emma che perde il lavoro, ma non l'ottimismo e la voglia di vivere; Antonio che incontra la moglie per l'ultima volta; Sacha che si prepara a trascorrere un romantico weekend con l'amante. Sullo sfondo una Roma frenetica, caotica e quasi disumana in cui tutti corrono, s' incontrano, si lasciano e non c'è tempo per costruire veri rapporti umani, una Roma (ma potrebbe essere qualunque altra metropoli) in cui un innocuo vicino può trasformarsi in un feroce assassino.
Recensione di: Hadrill
Ho letto il romanzo, vi metto a parte delle mie impressioni.
Di Un Giorno Perfetto posso dire che è scritto bene, ha buone descrizioni, una valida resa di certe atmosfere, tutta via è un romanzo discontinuo: alterna spunti interessanti, peraltro mai sviluppati a dovere, a cadute in banalità da fiction tv, unite a uno stile, a mio avviso, frettoloso.
Insomma, raggiunge la sufficienza, ma non credo sia un romanzo che possa cambiare la vita.
Il problema è un altro: come mai la narrativa contemporanea, soprattutto italiana, continua a proporci queste storie "non storie", che non iniziano, che non si capisce dove vogliano andare a finire, che sono solo spezzoni di vite altrui, ma senza il palpito tipico della letteratura, piuttosto sembrano versioni in bella copia de La Vita In Diretta?
Insomma, stralci di vite ordinarie e banali, ancorché tragiche, raccontate con questo stile da rivista patinata, interessano davvero i lettori?
Io magari sarò banale, ma a me di leggere un romanzo che narra di una vita simile alla mia non interessa molto, fosse anche scritta meravigliosamente.
Possibile che stiamo perdendo l'abitudine alle belle storie, e ci accontentiamo di romanzi in cui viene descritto minuziosamente il mio vicino di casa o uno dei tanti sfigati che ho incrociato nella mia peraltro normalissima vita quotidiana?
Voi che ne pensate?
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