TITOLO: UN GRIDO FINO AL CIELO
AUTORE: Anne Rice
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L'autrice non ha certo bisogno di presentazioni: è infatti molto amata tra gli amanti del genere gotico per le sue serie sui vampiri e sulle streghe e conosciuta per il film "Intervista col vampiro".
Il libro che recensisco questo mese, invece, nulla ha del genere horror: è infatti una storia ambientata nell'Italia del Settecento. Il protagonista, Tonio, viene castrato a causa della sua bellissima voce e il libro è la storia della sua vita, dedicata, per passione ma anche per forza, all'arte del canto.
La storia gira fondamentalmente attorno a tre pilastri narrativi.
Il primo è sicuramente il sentimento di amore e odio, l'alternanza della passione fortissima e della sofferenza indicibile date dal canto. Tonio infatti ama disperatamente la musica e ciò che riesce a produrre con la sua voce. Il fatto però che alla base della sua carriera ci sia una violenza così terribile come quella della castrazione, che ha una così forte implicazione in tutta la sua vita, rovina in un certo senso l'emozione che il canto produce nell'animo del giovane. Ed in quest'altalena tra amore e odio, tra il dono che questa mutilazione ha portato (la voce limpida e purissima che non ha mutamenti nel tempo) e le privazioni che comporta (il non poter essere un uomo completo, l'impossibilità di avere figli) ma soprattutto nel cercare di accettare ciò che non ha potuto scegliere si snoda il romanzo, nella ricerca di un equilibrio forse impossibile.
Il secondo perno attorno al quale ruota la vicenda sono le passioni, le relazioni che Tonio instaura con altri personaggi: intense, sofferte, mai banali. La castrazione, infatti, se ben fatta, non implica l'impossibilità di avere rapporti sessuali; tuttavia, il fatto di non essere completamente uomo fa vivere a Tonio la propria sessualità in maniera più ampia, non rifiutando niente e sperimentando tutto.
Il terzo punto è l'ambientazione del romanzo, così viva da sembrare essa stessa un personaggio. Attorno al protagonista e agli altri personaggi, è infatti impossibile non notare il meraviglioso affresco che Anne Rice fa dell'Italia del Settecento. Chi conosce già l'autrice certo ne ha apprezzato le meravigliose descrizioni piene di atmosfera che si ritrovano anche in questo romanzo. Luoghi, personaggi, stili di vita: si viene trasportati e si diventa parte integrante della storia, non semplici spettatori, tale è la capacità della Rice di risucchiarti nel mondo dei suoi romanzi. Particolarmente riuscita la descrizione della decadente Venezia: come una bellissima donna non più nel fiore degli anni: elegante eppure malinconica. Un libro che consiglio, ma anche forte, sia nelle descrizioni che nei sentimenti.