TITOLO: TI CON ZERO
AUTORE: Italo Calvino
Tutte le immagini, i loghi, i marchi e le informazioni contenute nel sito sono copyright degli aventi diritto.
Questo sito si propone unicamente come fonte di divulgazione.
Non è nostra intenzione contestare o appropriarci di alcuno di questi diritti.
Nota stilistica: Calvino ha vissuto due periodi, uno prettamente fantastico e uno cosiddetto combinatorio. Il fantastico è quello che più comunemente conosciamo grazie a opere tipo Marcovaldo, il Combinatorio è caratterizzato dalla completa disarticolazione della tecnica narrativa classica come l'inizio lo sviluppo e la fine. Esempio: Se una notte d'inverno un viaggiatore. La storia vera e propria viene quindi sacrificata per sperimentare nuove tecniche narrative d'avanguardia in cui l'autore dialoga con il lettore sulla struttura di una vicenda che non si svilupperà mai.
Ti con zero è un racconto breve al confine tra il fantastico e il combinatorio. Nel periodo Tcon0 il protagonista della "storia" considera che se scaglia la freccia F al tempo 0 contro il leone L che gli sta saltando addosso in quel momento 0, otterrà una realtà relativa al periodo 0 che potrebbe non essere la migliore o anche semplicemente simile a quella del periodo 1 se solo il protagonista non tirasse la freccia subito ma nel periodo 1 o 2. Se il Leone morisse, la Freccia andrebbe distrutta ma il protagonista vivrebbe, mentre se la Freccia restasse nell'arco potrebbe continuare a essere una Freccia ma il Leone si avventerebbe sull'uomo che morirebbe. Quale realtà è la migliore? Perchè ricercare una realtà specifica?
Analogamente vengono svolti i racconti l'inseguimento, il guidatore notturno e il Conte di Montecristo. In ognuno di essi alcuni concetti elementari della fisica dello spazio e del tempo vengono legati a spunti narrativi ridotti all'osso (originali e non) per il puro piacere di disquisire filosoficamente sulla realtà, sullo scorrere del tempo e sul causalità della vita. Sembra che ad ogni modo, la vita vada vissuta per come viene, secondo dopo secondo poiché è nella successione dei suoi attimi infinitamente piccoli e insignificanti che si può percepire il senso dell'infinito.
I racconti all'inizio del volume edito dalla Garzanti (collana gli Elefanti) invece, sono più leggeri anche se ancor più permeati dalla scienza, come quelli sugli organismi unicellulari e la mitosi. Ho letto con piacere il primo spassoso racconto sulla Luna che si avvicina troppo alla Terra e "smoccola" una goccia abnorme di materiale lunare disgustosamente inferiore e degradante rispetto alla infinita superiorità della plastiche e delle leghe di metallo che ormai hanno soppiantato la natura della Terra primitiva. Una storia breve semplice di critica politica, abilmente mescolata in un racconto fantastico che non narra nessuna storia compiuta ma una singolo evento, corto e fine a stesso come un trattino di una linea infinita senza inizio ne fine.
Perchè leggerlo? Per divertirsi a vedere come uno scrittore in evoluzione stilistica, gioca con le parole e la tecnica linguistica di fronte ai suoi lettori, ma senza sacrificare la propria voglia di inviare un proprio messaggio.
Perchè non leggerlo? perchè non c'è storia, ne trama. E' solo un esercizio di stile fine a stesso che non appassiona, appesantisce e repelle.