STUPORE E TREMORI
TITOLO: STUPORE E TREMORI

AUTORE: Amélie Nothomb
Recensione di: lippu
Stupore e tremori erano la reazione che ci si aspettava da un essere umile, come un contadino, di fronte allo shougun o all'imperatore. Amélie Nothomb lo sceglie come titolo per questa sua opera autobiografica, in cui racconta un anno di lavoro in una grande azienda giapponese. La storia, per chi non conosce il Giappone e la sua cultura, appare scioccante, assurda ai limiti del ridicolo, nonostante lo stile ironico e divertente dell'autrice. E' un libro che poco cede alla speranza, anzi, ne toglie una fondamentale a chi il Giappone lo ama, ne studia la lingua e sogna di poter andare in quel paese, per brevi o lunghi periodi: come stranieri, gaijin, non si è mai accettati, né si ha mai la possibilità di poter comprendere appieno la complicata cultura nipponica, fatta di formule e gerarchie, ma soprattutto di repulsione verso l'individuo, come essere fatto di desideri e ambizioni personali. Questo è il messaggio che traspare dalle righe dell'autrice, che è nata e cresciuta in Giappone, ne parla e scrive correntemente la lingua, ma non è giapponese, ed i suoi tentativi di essere accettata falliscono miseramente, nonostante ella non ceda e faccia sua la tenacia ed il senso dell'onore tipici del paese in cui lavora.
Il libro è, nonostante le umiliazioni della protagonista, divertente, sarcastico e di facile lettura. Solo in un punto l'autrice lascia il tono ironico che la contraddistingue per darci alcune pagine in cui traspaiono solo tristezza e disperazione: quelle sulla condizione della donna in Giappone.
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