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TITOLO: SON GOKU, LO SCIMMIOTTO DI PIETRA

AUTORE: Wu Cheng'en, Shigeo Matsueda
Recensione di: Hadrill
Uno scimmiotto di pietra è costretto da Kannon a divenire discepolo del bonzo Sanzo, incaricato di recarsi in India a ricevere i rotoli delle Scritture: li accompagnano anche il drago Sa Gojo e il demone Cho Hakkai.
Il bizzarro quartetto dovrà affrontare molte avventure e insidie, da cui uscirà sempre vincitore grazie all'astuzia e ai poteri magici di Goku, che infine otterrà la libertà.
Saiyuki è un'opera epica cinese, scritta da Wu Cheng'en, (!500 - 1582), che affronta le tematiche tipiche del genere: il viaggio iniziatico, la lettura "moralizzata", il lieto fine e l'argomento religioso. Non è poi così differente, nella concezione, dalla Commedia Dantesca.
Il successo e la fama di questo racconto sono immensi, tanto da aver ispirato perfino i cartoni animati: citiamo Starzinger, Dragon Ball, The Monkey e altri.
Ora la domanda che mi faccio è: possibile che un'opera così complessa meritasse un adattamento e una presentazione tanto scarsi?
In Italia non esiste una traduzione del testo cinese, ma è arrivata questa che è un semplice adattamento, destinato ai ragazzi, realizzato in Giappone, da un esperto del settore, ovvero Matsueda, professore di letteratura cinese classica all'università e autore di molti romanzi inediti da noi.
In Italia il volume è stato associato esclusivamente al nome di Dragon Ball, sperando di invogliare i bambinetti smanettoni, fans di Toriyama, a leggerlo ma dubito che vi siano riusciti, perché il testo è oggettivamente difficile, privo di note esplicative che possano aiutare il lettore inesperto a far luce sui misteri della religione buddista, e sui riferimenti culturali ad una civiltà e ad una scuola di pensiero che da noi distano anni luce di tempo e spazio.
Inoltre il volume è pieno di refusi, errori di battitura, frasi poco chiare, che dimostrano una scarsa revisione da parte dell'editore.
Il risultato è una lettura invero noiosa, assolutamente inadatta ai ragazzi a cui sarebbe destinata (almeno in Italia, in Giappone magari si destreggiano meglio), e poco utile anche all'erudito e allo studioso, poiché priva di apparato critico.
Belle invece le illustrazioni di Kozo Shimizu, seppur lontanissime dallo stile colorato dei manga sopra citati.
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