SOGNI DI BAMBINI
TITOLO: SOGNI DI BAMBINI

AUTORE: Katsuhiro Otomo
Recensione di: Hadrill
La mia proposta del mese esula dal campo della letteratura convenzionale, per sconfinare in quella che solo di recente ha cominciato ad essere nota come Letteratura Disegnata.
La trama è semplice. In una Tokio insolita, la Tokio delle case popolari, dell'emarginazione, dei problemi familiari, si susseguono una serie di misteriosi incidenti: suicidi inspiegabili, infortuni domestici, morti improvvise che la polizia non sembra poter evitare: presto si sparge la voce che ci sia una maledizione, ma l'arrivo della protagonista sulla scena romperà un micidiale equilibrio di follia e scatenerà un autentico caos, facendo precipitare la situazione fino a sfociare nel climax finale che non svelo qui.
Sogni di Bambini non può essere classificato semplicemente come un fumetto, perché questo termine, è per molti ancora un dispregiativo, e indicherebbe un genere d'intrattenimento, o se va bene, di arte minore.
Non è così e leggendo Sogni di Bambini lo si comprende benissimo: la sceneggiatura ha il respiro dei romanzi di King, ma non rinuncia, attraverso le immagini e le pause (marchio di fabbrica assoluto della letteratura giapponese, disegnata e non) all'atmosfera onirica e allucinata degli altri lavori di Otomo e presenta il medesimo stile grafico: la presenza di campi lunghi, strutture claustrofobiche, personaggi molto caratterizzati, volti molto espressivi rispetto ai canoni "classici" del manga.
Otomo riesce a stupire e coinvolgere il lettore, rende reali e tangibili le emozioni dei suoi personaggi, alternando campi lunghissimi, liberatori, e illustrazioni di grande profondità ai claustrofobici spazi dei sotterranei e degli appartamenti, di cui rende perfettamente la sensazione di oppressione.
Dimostra la sua capacità narrativa anche costruendo un sapiente ritmo tra momenti di tensione e pause di riflessione.
Inoltre la lettura di questa Graphic Novel (l'italiano, ahimé non ha ancora coniato un termine altrettanto efficace) induce a riflessioni sempre attuali sui rapporti umani nel contesto delle grandi città, con la loro capacità alienante, e sulla difficoltà di essere bambini in una società come quella moderna, che impone a tutti i suoi ritmi frenetici e in cui pare non esserci più spazio per la fantasia e per i giochi.
Infine va ricordato che Sogni di Bambini è stata la prima opera a fumetti a vincere lo Science Fiction Grand Prix Award.
Buona lettura.
Tutte le immagini, i loghi, i marchi e le informazioni contenute nel sito sono copyright degli aventi diritto.
Questo sito si propone unicamente come fonte di divulgazione.
Non è nostra intenzione contestare o appropriarci di alcuno di questi diritti.