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TITOLO: SCHIAVI DELL'INFERNO

AUTORE: Clive Barker
Recensione di: ivor1976
Finalmente sono riuscita a leggere questo libro che,almeno per me, ha il sapore del mito (tra l'altro credo che sia anche fuori catalogo ormai....): 1)perchè Clive Barker è un grande scrittore all'interno del genere horror 2)perchè lo stesso Barker, (che è anche un regista) ne ha tratto un film capolavoro come Hellraiser.
La storia è molto semplice: Frank, un uomo perverso e assolutamente privo di morale, entra in possesso del famoso cubo di Lemarchand. Si narra che questo cubo apra le porte a un piacere assoluto e mai sperimentato; ovviamente Frank, che ha fatto come unico scopo della sua vita la ricerca del piacere, inizia a maneggiare la scatola e finalmente questa si apre.
L'unico problema è che quanto Frank si aspetta non è affatto quanto si trova davanti; non si è mai chiesto infatti in cosa sarebbe consistito il piacere offerto dalla scatola, o meglio, mai avrebbe pensato che il piacere assoluto si sarebbe identificato con il dolore assoluto.
Davanti a se' infatti si trova gli orribili supplizianti; le loro carni straziate e l'odore di putrefazione è il segno tangibile di quanto l'aspetta nella dimensione in cui sarà trascinato; non c'è più scampo per lui, una volta chiamati i supplizianti devono portare via con se' chi li ha evocati e non è possibile sfuggirli.
Sarà dopo pochi anni che, quando nella casa dove Frank ha trovato la morte si stabilisce suo fratello con la moglie, gli sarà data l'occasione per tornare nel mondo; complice di tutto sarà proprio la moglie di suo fratello, che ha subito violenza da parte di Frank tanti anni prima ma che, con il passare del tempo, l'ha idealizzata al punto tale da vederci un'esperienza estrema di piacere.
Una perversione ne incontra un'altra dando via al bagno di sangue inevitabile...
Devo essere sincera il libro mi è piaciuto molto; Barker non si dilunga in descrizioni accessorie senza senso, è essenziale e diretto; non ci si stanca di andare avanti. Trovo che ci siano delle parti superbe, come la descrizione dell'acuirsi delle sensazioni di Frank quando inizia a sperimentare il piacere donatogli dai supplizianti e la storia del suo rapporto molto particolare con la moglie del fratello. A volte forse l'essenzialità fa apparire il libro un po' incompiuto ma io preferisco questa sensazione alla noia per cui tutto sommato non ne posso affatto dire male.
Confrontandolo con il film dico senza remore che il film è un capolavoro (sarà perchè il regista è l'autore del libro???); anzi di sicuro i supplizianti acquistano molto più fascino nel film di quanto non ne abbiano nel libro...
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