TITOLO: PIGMALIONE
AUTORE: George Bernard Shaw
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Il sipario si apre su un affollato e piovoso Covent Garden, dove i signori e le signore all'uscita da teatro cercano di accaparrarsi i pochi taxi rimasti. Nel frattempo una fioraia, Eliza Doolittle si fa spazio nella folla cercando di fare affari.
Il suo caratteristico accento, "cockney " (tipico della parte est di Londra) viene notato da uno studioso di lingua, il professor Henry Higgins, che lo definisce sgraziato e non degno di un essere umano. Il professore prende spunto da qui per iniziare una lunga dissertazione sulla lingua inglese, dicendo che al giorno d'oggi (che sarebbe fine ottocento inizio novecento) gli inglesi non sanno parlare inglese perché ogni regione e ogni città ha il proprio accento e sembra che nessuno provi amore per la propria madre lingua.
La povera fioraia offesa nell'orgoglio decide quindi di prendere lezioni di dizione dal professore che le insegnerà oltre all'inglese anche il modo di comportarsi in società. Il resto lo sapete già non c'è bisogno che ve lo racconti.
Se qualcuno se lo stesse chiedendo il titolo della commedia è Pygmalion, poiché fa riferimento al mito greco di Pigmalione, re di Cipro e scultore. Secondo la leggenda Pigmalione costruì una statua di una donna che incarnava l'ideale di bellezza femminile. Tanto era bella che finì per innamorarsene. Da qui il parallelismo col professore, che come lo scultore crea bellezza da materia grezza.
Questo libro lo consiglio soprattutto a chi è curioso di sapere cos'è il "cockney accent", a chi ama la bellezza stilistica, le storie d'amore, le battute argute e a chi non ha tempo di leggere perché è brevissimo.