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TITOLO: ORZOWEI

AUTORE: Alberto Manzi
Recensione di: Toda
Si è parlato tante volte di libri dimenticati: questo mese ho scelto proprio uno di questi.
Orzowei è un romanzo di formazione, scritto cinquant'anni fa da un maestro elementare, che ottenne un successo clamoroso, almeno per quegli anni.
Almeno fino agli anni 80 veniva regolarmente ristampato, venne perfino adattato per la tv, e non c'era biblioteca scolastica che non ne possedesse una copia, solitamente sgualcita per essere passato nelle mani di numerosi lettori.
Oggi, tutto ciò è storia, e anche se è comprensibile che i gusti dei lettori moderni non siano gli stessi di quelli di cinquant'anni fa, ho pensato di salvare dall'oblio questo curioso caso letterario, dedicandogli la mia recensione.
La trama: Orzowei è bianco, ma viene allevato in una tribù di Bantu, poi finirà tra i Boscimani, e passerà tutta una serie di momenti difficili prima di trovare la sua strada e diventare così un uomo.
In Orzowei ci sono tutti gli elementi del romanzo di formazione, a partire dal giovane protagonista, orfano, alla ricerca di identità, fino al contesto dell'Africa selvaggia, ritratta in modo ingenuo e stereotipato, ma non privo di efficacia.
Si tratta di temi ancora oggi validi e quindi la lettura di Orzowei potrebbe ancora essere proposta: l'unico limite potrebbe essere nello stile, corretto e semplice, ma antiquato.
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