TITOLO: OCCHIO PER OCCHIO
AUTORE: Sandro Veronesi
Tutte le immagini, i loghi, i marchi e le informazioni contenute nel sito sono copyright degli aventi diritto.
Questo sito si propone unicamente come fonte di divulgazione.
Non è nostra intenzione contestare o appropriarci di alcuno di questi diritti.
Stampato per la prima volta nel 1992 il libro a quel tempo non ebbe molto successo; del resto allora non si discuteva della pena capitale con la stessa attenzione riservatagli negli ultimi anni (probabilmente questo era dovuto anche al fatto che la Chiesa Cattolica era favorevole all'uccisione di una persona la dove non esistessero altre possibilità per proteggere la sicurezza della comunità).
Veronesi andando di persona nei luoghi dove si sono svolti i fatti e raccogliendo le testimonianze dei rappresentanti della legge ma anche dei parenti delle vittime e di quelli dei colpevoli, ricostruisce quattro vicende giudiziarie e umane: l'atte nato all'Hotel Acropol in Sudan dove morirono occidentali e sudanesi, il rapimento a Taiwan del figlio di un ricco imprenditore (conclusosi senza spargimento di sangue ma punito lo stesso con la pena di morte), la condanna di un giovane russo che si era dichiarato colpevole senza esserlo e quella di un nero colpevole dell'omicidio di due ragazzi adolescenti in California.
Come si vede la casistica è varia, non si parla solo dei condannati innocenti ma anche di quelli che senza alcuna ombra di dubbio hanno commesso i crimini loro imputati. La cosa interessante e che accomuna almeno le 3 vicende che vedono protagonista un sistema giudiziario simile a quello occidentale è, al di la dell'innocenza e della colpevolezza, l'esistenza di un apparato che stritola ogni tentativo di dimostrare altro che non sia la pura e semplice colpevolezza delle persone. Una volta creato il mostro e condannato non è più possibile tornare indietro, e questo a mio avviso è sconcertante e pericoloso...
Un discorso a parte riguarda il Sudan perchè là furono applicate le leggi della religione musulmana con la possibilità del perdono totale o parziale e devo dire che, a confronto delle altre vicende, mi è parso quasi più evoluto.
Alla fine la domanda che resta nella testa è sempre la stessa: se il concetto di occhio per occhio e dente per dente serviva ai tempi dell'Antico Testamento per porre un freno alle vendette ed introduceva quindi un elemento di modernità, è così anche oggi? Continua ad essere valido nel 2007? E' veramente necessario o è solo la legalizzazione del naturale istinto di vendetta?
Per quel che riguarda il genere narrativo, l'inchiesta si inserisce nel filone del giornalismo letterario (questo termine è mio), inchieste vere ma portate sulla carta anche tenendo conto dell'aspetto letterario e romanzesco (purché questo non significhi inventato): quindi attenzione allo stile e agli artifici letterari.
Questo libro infatti si legge molto bene e lascia delle profonde impressioni; pone domande serie ma credo che sia giusto riflettere su un tema così importante. In fondo è una riflessione su noi stessi.