TITOLO: MALEDETTI TOSCANI
AUTORE: Curzio Malaparte
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E' abbastanza ironico che Kurt Suckert (Curzio Malaparte), figlio di un tintore sassone e di una milanese sia riuscito a dipingere la mia terra in modo così vivido, mescolando i colori di ciascuna delle parti che la compongono e traendone un immagine tanto fedele quanto ideale.
Certo il suo stile, in alcuni passaggi, non mi è risultato particolarmente gradito: così barocco da disorientare ed a volte quasi stucchevole; ma le sue descrizioni dei caratteri toscani, in special modo dei fiorentini, sono così calzanti e così ben tratteggiate, da risultare irresistibili.
Non so se questo libro può essere pienamente apprezzato da un non-toscano: vi aleggia uno spirito che in altri contesti potrebbe sembrare "leghista", quando in realtà tutta l'opera sottintende un patriottismo italiano molto particolare. Sicuramente contribuisce a ribadire la peculiarità della regione: una regione di mezzo, che ha i caratteri tipici sia del nord che del sud e che riesce a compattare in sé tutti i difetti ed i pregi delle altre regioni italiane.
In questo l'affermazione del giornalista Beppe Severgnini secondo cui il resto d'Italia sarebbe una sorta di "Toscana esasperata".
Un'ultima nota: in un libro chiamato "Maledetti Toscani" c'è un intero capitolo dedicato all'Umbria ed in particolare a Perugia: leggendolo ho ripercorso le strade della città dove ho vissuto i miei anni di università.