TITOLO: L'ACCHIAPARATTI DI TILOS
AUTORE: Francesco Barbi
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Nella città di Giloc, le condanne a morte vengono eseguite da un mostro armato di alabarda, liberato all'occasione: ogni esecuzione richiama sempre un folto pubblico, fino al giorno in cui il mostro fugge e comincia a seminare il panico, uccidendo chiunque incontri sul suo cammino.
Tra quelli che si mettono alla ricerca del bestione ci sono un becchino gobbo con la passione della magia nera e Zaccaria, uno squinternato vagabondo di professione "acchiaparatti".
Il punto di forza di questo romanzo sta nelle caratterizzazioni dei personaggi, assolutamente inedite per un romanzo fantasy: niente principesse guerriere, elfi saccenti o maghi maledetti qui, ma giganti che balbettano proverbi, assassini con la classica valigetta da killer dove tengono però l'arco e le frecce, cattivi che non sono quello che sembrano e così via.
Lo stile dosa con ottimi risultati elementi di tensione, più leggeri, descrizioni, scene d'azione, il tutto narrato con un linguaggio semplice e scorrevole con buoni dialoghi,anche se un maggior lavoro da parte dell'editore avrebbe forse migliorato alcuni passaggi.