LA CASA DEI LIBRI
TITOLO: LA CASA DEI LIBRI

AUTORE: Richard Brautigan
Recensione di: lippu
Il titolo italiano, come si nota, falsa completamente quello originale. In realtà, la "casa dei libri", una stravagante biblioteca-magazzino da cui prende inizio il romanzo, è ciò che più, a mio parere, conquista in questa storia. Qui vengono riuniti e catalogati tutti quei libri che non saranno mai pubblicati, perché rifiutati da qualsiasi editore o perché mai presentati: edizioni strane, a volte scritte su semplici quaderni, testi assurdi o ingenui, storie a cui nessuno è interessato. Le persone che giungono lì, di cui mai viene detto di come vengano a conoscenza della biblioteca, vengono accettate nel senso più completo del termine (da segnalare un breve passo in cui l'autore, dalla vita assai travagliata, si finge uno dei tanti scrittori sconosciuti che consegnano un romanzo). A loro e alla loro opera viene dato un sincero benvenuto. Dopodiché il libro sarà dimenticato: nessuno lo leggerà mai. In questo luogo fiabesco si incontrano il bibliotecario e una splendida ragazza. La loro storia d'amore si incaglia brevemente in una gravidanza indesiderata. La maggior parte del romanzo si concentra, come ci dice il titolo originale, nella sua interruzione: dalla pianificazione dell'aborto, al viaggio, descritto meticolosamente, all'intervento in un ambulatorio messicano fino al ritorno a casa. Quello che però sarebbe di norma un evento straziante nella vita di una donna è descritto come se la protagonista si accingesse a farsi estrarre un dente: non c'è dolore, non c'è rimorso ma soprattutto manca una qualsiasi riflessione su quanto è stato deciso ed una qualsiasi valutazione o conseguenza, soprattutto psicologica, dopo l'intervento. La mia sensazione è che ci sia qualcosa di geniale nel modo in cui questo libro è scritto e nella storia che narra. Solo che non mi è proprio riuscito di capire che cosa sia.
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