LE BENEVOLE
TITOLO: LE BENEVOLE

AUTORE: Jonathan Littell
Recensione di: Toda
So di andare controcorrente, con questa recensione, ma devo dire di essere rimasto molto deluso dalla lettura di questo romanzo, ennesimo caso editoriale in cui l'effetto sensazionale è stato, a mio avviso, in grado di oscurare il reale valore artistico dell'opera.

Le benevole del titolo sono le erinni, creature mitologiche che prima tormentano e poi infine placano l'animo del protagonista, in oltre 900 pagine di deliri psicologici e particolari scabrosi.

E' stato presentato come un romanzo sulla shoa, vista dalla parte dei nazisti, ma la mia impressione è che la scelta di ambientazione sia stata solo un espediente per sfruttare le possibilità offerte da uno scenario tanto drammatico, in cui un allucinato e sadico protagonista poteva offrire il meglio di sé: non ho trovato alcuna vera volontà di denuncia o di critica, semplicemente, ribadisco, la scelta di un'ambientazione.

Il protagonista poi, un nazista quantomeno improbabile, ha una personalità da schizzofrenico, non è il lucido folle cui ci ha abituato ben altro tipo di letteratura e insieme a lui molti altri personaggi, le cui caratterizzazioni non sono riuscite e non bastano a renderli memorabili.

Lo stile della scrittura è piatto, privo di vera emozione, senza avere l'afflato epico delle narrazioni storiche: la narrazione manca di organicità e si riduce spesso a lunghe liste di particolari che non sono sufficienti a evocare atmosfere ne' a creare descrizioni credibili.

Insomma, un romanzo sopravvalutato, non del tutto da buttare, perché comunque si riesce a leggerlo fino in fondo e ha anche alcune pagine pregevoli, ma tronfio, decadente in modo artificioso e in più punti noioso.
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