TITOLO: LA CASA DEI SEGRETI
AUTORE: Brightwell Gerri
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Ci si avvicina al libro pensando ad un giallo, ad un thriller, e ci si trova a leggere una storia che, benché presenti dei misteri, non è né l'uno né l'altro.
Forse è per questo che il libro sembra più noioso di quanto in effetti non sia: perché si propone per ciò che non è. La trama, ambientata nella Londra vittoriana, gira attorno a segreti malamente celati dai vari personaggi che abitano una casa signorile, segreti che si dilungano perdendo mordente e mistero.
Ma il bello del libro lo si deve cercare nella buona rappresentazione delle atmosfere decadenti, plumbee, fredde e malsane della Londra vittoriana, lontane da feste danzanti o tè con le signore: atmosfere fatte di neve oramai sporca che scivola negli stivaletti assieme all'acqua fangosa, di carbone con cui riempire i camini, che macchia e raschia le dita arrossate da troppo lavoro, di vasi da notte da nascondere o svuotare, con l'impossibilità di ignorarne il contenuto.
La scelta del tempo presente (che suppongo usato anche in inglese- altrimenti sarebbe stato impossibile o quantomeno infelice una scelta autonoma nella traduzione italiana) è particolarmente incisiva nel raccontare e rendere le atmosfere così vicine da risultare ingombranti e sgradevoli, ma efficacissime per la narrazione.
Detto questo, il valore del romanzo, a mio avviso, sta nei personaggi femminili: particolareggiati, umani, imperfetti ma vivissimi anche quando costretti nelle regole sociali: volteggiano e si fanno strada nella melma uniforme rappresentata dai personaggi maschili: lugubri, senza spessore, meschini e viscidi anche se positivi.