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TITOLO: LA STRANIERA

AUTORE: Younis Tawfik
Recensione di: Bobbidi
Il protagonista-narratore è un giovane architetto immigrato in Italia (a Torino: anche se la città non viene mai nominata, è facilmente riconoscibile) da un paese del Nord Africa (Egitto, come si capisce dal racconto di certe vicende storico-politiche che popolano i suoi ricordi di gioventù), perfettamente integrato e pieno di successo, anche con le donne. Ha conquistato anche me, a dire il vero...
La protagonista-narratrice (le loro voci si alternano) è invece una giovane marocchina più sfortunata di lui, finita in Italia per seguire un marito scelto con troppa fretta e finito in brutti giri di droga. Lei rimane sola e l'unica strada è quella della prostituzione.
Il loro incontro è casuale. Lui per lei un sogno, un principe azzurro tutto orientale. Lei per lui è il coltello che spacca la sua anima. Bella. Intrigante. Ma lui la giudica, non può ammettere di essersi innamorato di una extracomunitaria di strada! L'odore di lei e la sua pelle sono la voce di un passato che non si può cancellare e di una radice comune. Ma lui non cede: è ormai un italiano a tutti gli effetti e dagli italiani ha preso anche i pregiudizi. Allora esce con una bella e palestrata biondina conosciuta ad una cena (fra l'altro quella della cena è una delle sequenze più belle: gli invitati di destra e di sinistra si scontrano sul problema dell'immigrazioni, ma la loro conversazione è a mio parere solo una serie di luoghi comuni, messi giustamente in ridicolo dall'intervento finale del narratore): ci esce dunque e prova ad innamorarsi di lei.
Vincerà l'apparenza o il richiamo del sangue?
Bello, ben scritto, interessante per quanto riguarda l'attualità dell'argomento,ma anche appassionante solo come storia d'amore.
Premio Grinzane Cavour 2000
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