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TITOLO: L'ESTATE INCANTATA

AUTORE: Ray Bradbury
Recensione di: Hadrill
Ho scelto questo mese un romanzo di Bradbury che si distacca dal genere fantascientifico.
E' un romanzo in cui l'autore rievoca, attraverso il personaggio di Doug, l'estate del 1928, e tutti i personaggi che ne furono protagonisti insieme a lui, come Tom e John, ambientato in una piccola città dell'Illinois, ancora segnata da riti contadini (il vino di dente di leone, che il nonno di Doug prepara amorevolmente), ma già "moderna" in tanti altri aspetti come il cinema, o il drugstore.
E' una narrazione che procede per salti, come se l'autore si abbandonasse al fluire dei ricordi, senza dare troppa importanza alla continuità del racconto, e questo contribuisce a conferire al romanzo un'atmosfera onirica e irreale.
In queste pagine c'è poesia, struggente, venata di una nostalgia che sa di polvere, di caldo, di sere d'estate passate insieme, insieme a un rimpianto, per ciò che non sarà più, l'estate del 1928 o una parte della nostra vita.
Romanzo di grande sensibilità e lirismo, appartiene al genere dei romanzi di formazione, L'Estate Incantata non è solo il rimpianto per un passato irraggiungibile, ma il suo autore piuttosto sembra suggerire, col suo racconto, che tanto le grandi quanto le piccole conquiste servono a formare un uomo.
Non tutti sanno che un cratere della Luna si chiama Dandelion, in onore di questo romanzo.
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