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TITOLO: LA VERSIONE DI BARNEY

AUTORE: Mordechai Richler
Recensione di: Ilaria
Barney Panofsky è un produttore televisivo di successo che decide di scrivere la sua versione dei fatti dopo che Terry McIver, suo compagno ai tempi del suo soggiorno a Parigi ed adesso famoso scittore, nel suo libro "Il tempo, le febbri" lo accusa di essere coinvolto nella morte di Bernard "Boogie" Moscovich. Il romanzo è diviso in tre parti, una per ciascuna moglie: la prima dedicata a Clara Charnofsky, moglie di Barney ai tempi del soggiorno parigino, pittrice e poetessa di grande talento morta suicida; la seconda alla seconda signora Panofsky, una ricca ereditiera che Barney sposa senza, però esserne assolutamente innamorato; la terza a Myriam, l'unico vero grande amore di Barney dalla quale avrà tre figli, Mike, Saul e Kate, con i quali il nostro protagonista ha un rapporto alquanto conflittuale.
Malgrado questa suddivisione a mano a mano i ricordi di Barney diventano sempre più confusi, il presente si confonde con il passato, i flashback sempre più numerosi ed il racconto sempre più discontinuo.
Nel libro ci sono anche molte note a piè di pagina che meticolosamente correggono le sviste di Barney. Le note nonché la pubblicazione del romanzo vengono curate dal figlio maggiore di Barney, Mike, che alla fine spiegherà il motivo della discontinuità del racconto, delle sviste e ci svelerà il mistero sulla morte di Boogie.
A me è piaciuto davvero tanto, è praticamente impossibile non affezionarsi a Barney ed al suo modo ironico di affrontare la vita. Un libro che mi è dispiaciuto finire...
Recensione di: Hadrill
La scelta del mese cade sul romanzo di Mordecai Richler, "La versione di Barney". Barney Panofsky, canadese di religione ebraica, produttore televisivo di sit com - inutili schifezze ma redditizie - sembra incapace di prendere la vita seriamente, e non rinuncia alla battuta, al paradosso nemmeno quando questo gli costa il matrimonio.
Dopo aver sposato una poetessa, che muore suicida, una ricca signorina dell'alta borghesia, che lo lascia esasperata e per tutto il romanzo lo perseguita col suo livore, Barney incontra infine il grande amore, la dolce ma decisa Myriam, che lo abbandona quando comprende che pur amandola, il marito non cambierà mai, e non rinuncerà al lato divertente, ma profondamente infantile del suo ego.
Giunto dunque all'età della vecchiaia, il rissoso e ironico Barney decide di scrivere la cronaca della sua vita allegramente dissipata e scorretta, vissuta tra whisky e sigari, per difendersi una volta per tutte dalle accuse del nemico di sempre, Terry Mc Iver: veniamo così a conoscenza dei suoi esordi nel quartiere ebraico di Montreal, della giovinezza a Parigi, della passione per l'hockey e del rancore verso il padre, nonché della sua mania di scrivere lettere false ma plausibili ai giornali e alla radio dove lavora Myriam, e della fissazione per i nomi dei sette nani (quando ne dimentica uno è capace di chiamare il figlio che vive dall'altra parte del mondo, infischiandosene del fuso orario).
Solo una risposta sembra impossibilitato a dare: è veramente innocente dell'accusa di omicidio lanciatagli da Terry?
Un romanzo scoppiettante, intelligente, politicamente scorretto, ma vero fino in fondo, scritto magistralmente, uno di qui libri che fanno venir voglia di vivere: una lettura consigliata a tutti quelli che si aspettano che un libro li rapisca.
E' un libro che gli inglesi definiscono "unputdownable", è pubblicato da Adelphi e conobbe anni fa un successo clamoroso.
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