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TITOLO: LA FORTUNA DEI MEIJER

AUTORE: Charles Lewinsky
Recensione di: Ilaria
Il romanzo si svolge in Svizzera a Endigen, Baden e Zurigo e tratta delle vicende di una famiglia ebrea nell'arco di quasi un secolo tra la seconda metà dell'Ottocento e la prima metà del Novecento.
Tutto comincia una notte del 1871 nella città di Endigen quando alla porta di casa del commerciante di bestiame Salomon Meijer si presenta Janki, figlio di un lontano parente, che sostiene di aver partecipato e di essere stato ferito alla Battaglia di Sedan. Salomon e la moglie Golde lo accolgono come un figlio e dopo qualche tempo Janki sposa una delle ragazze di casa e diventa proprietario, grazie al suo spiccato senso degli affari, di un negozio di stoffe francesi nella città di Baden. Da qui le vicende private della famiglia Meijer si intrecciano con le vicende storiche: nel 1893 i Meijer si schierano contro il primo referendum svizzero antisemita; alcuni membri della famiglia prendono decisioni per puro opportunismo ed alla fine vengono puniti; l'amore impossibile tra due giovani a causa di un battesimo; la generosità e l'altruismo quando gli Ebrei in tutta Europa vengono perseguitati, la tenacia dell'ultima generazione, intenzionata a partecipare alla costituzione di una nuova vera Patria.
Il "Melnitz" cui si riferisce il titolo originale del romanzo ( e che non capisco perché sia stato cambiato nella traduzione italiana) è un prozio dei Meijer che accompagna le vicissitudini di ogni membro della famiglia. Secondo me rappresenta la coscienza dei Meijer : alcuni membri cercano per tutta la vita di essere accettati e talvolta in nome di questo bisogno rinnegano se stessi e quello che sono; altri, invece, si aggrappano alla tradizione Mosaica con tutte le loro forze, cercando di non vedere il mondo che li circonda; in ogni caso, cercano sempre di trovare scuse e giustificazioni alle persecuzioni, subiscono ogni tipo di angheria senza reagire, pensando che solo così un giorno verranno lasciati in pace. Così lo zio Melnitz li costringe sempre a vedere i fatti quali sono e che l'unico modo di trovare la pace ed il rispetto è quello di smettere di fuggire e cominciare a difendersi...."....aveva difeso la patria con il fucile in mano e presto avrebbe difeso un'altra patria..[..].allo zio Melnitz piaceva stare lì davanti, piegava la testa per studiare la firma del generale Guisan e diceva a Hillel: "Non ti scordare di tenere pulito il fucile..."
Anche se è un libro di quasi 900 pagine scorre molto velocemente e le vicende della famiglia Meijer mi hanno appassionato subito.
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