TITOLO: L'ELEGANZA DEL RICCIO
AUTORE: Muriel Burbery
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Leggiamo in parallelo le vicende dello stabile attraverso gli occhi di Renée che ci parla direttamente e lo sguardo un po' disilluso di Paloma che raccoglie i suoi pensieri sul mondo in un diario, scrivendo i suoi pensieri profondi e ricercando il movimento del mondo per capire che significato possiamo dare al vivere.
Entrambi i personaggi che per la maggior parte del libro non si incrociano mai hanno una dimensione comune, ovvero la clandestinità:fin dal prologo si scopre che Renèe è tutt'altro che stupida o poco istruita, nonostante il ruolo, autoimpostasi, di portinaia, dall'altra parte Paloma è dotata di un'acuta intelligenza ma preferisce nasconderla e non farsene vanto perchè pensa che non valga la pena metterla al servizio del mondo. la realtà ovattata e tramortita dello stabile sarà vivacizzata dall'arrivo di un nuovo inquilino che porterà decisivi cambiamenti nella quotidianità di Renèe e Palome e riuscirà finalmente a riunire queste due anime che si cercavano.
Finale veramente stringente, mi sono emozionata tanto mi ero affezionata ai personaggi. pagine dense di riflessioni, ricche di spunti su cui riflettere scritte con delicatezza e maestria: per me si sente fortissima la scrittura femminile, lo consiglio a tutti i Parnassiani ma in particolar modo alle fanciulle.