La leggenda degli annegati
TITOLO: LA LEGGENDA DEGLI ANNEGATI

AUTORE: Carsten Jensen
Recensione di: Agrion
Ho comprato il libro ad ottobre ed ho scoperto che era stato pubblicato appena a settembre. Vi consiglierei di comprarlo, anche se costa caro (22euro in questa edizione cartonata), ma la qualità della carta è penosa ed è realmente l'unica cosa che non mi piace di questo libro.
Se come me non siete molto amanti di libri marinareschi, non riuscite a seguire la descrizione delle manovre nautiche e non apprezzate in genere le monotone descrizioni del mare piatto o burrascoso, non scoraggiatevi di fronte a questo titolo!
Il libro è vivace e molto diverso dai libri di Conrad, Melville, o a Martin Eden di Jack London.
Questo libro mescola storie e leggende dei marinai di Marstal, una piccola isola danese patria da sempre di esperti e temerari marinai. Gli uomini della città crescono legati al mare e al mare dedicano la propria vita, pronti ad affrontare sacrifici e rischi. Le donne e i bambini attendono anche per anni il ritorno dei propri uomini, consapevoli e rassegnate a dover essere forti e pronti a ogni notizia. Il cimitero di Marstal non si riempie, solo le donne muoiono a casa, gli uomini si perdono quasi tutti nelle acque profonde e molte navi risultano disperse. Pochi sono quelli che arrivano, anziani, al momento di ritirarsi.
Il tempo su una nave scorre lentamente, scandito da manovre sempre uguali, fra le stesse persone neanche molto espansive, in un paesaggio piatto, ma l'autore ci risparmia tutto ciò.
Vi siete mai chiesti cosa spinga un uomo a fare il marinaio?
Anche l'autore cerca questa risposta, come le donne di Marstal. Gli uomini, attratti dal miraggio di porti lontani e anche semplicemente dalla sfida con sé stessi, sopportano la sete, il freddo, il caldo più terribili e, peggiore fra tutte, la brutalità degli altri uomini. Leggerete di navi imprigionate nel ghiaccio o nella bonaccia in un mare tropicale. Di famigerati delinquenti e violenti, vecchi pazzi e indolenti, donne in perenne attesa e stufe di aspettare, donne soldato, indigeni cannibali, grandi capitani, bande di bambini che si contendono la città in attesa di essere grandi abbastanza per prendere il mare.
La storia si svolge in circa un secolo da metà dell'ottocento a metà del novecento. I personaggi si avvicendano, ma non scompaiono mai del tutto, rimanendo nella leggenda e nei ricordi di quanti sopravvivono. In questo periodo di tempo si susseguono tre guerre, terribili pause di realtà in grado di sconvolgere lo stile favoloso e leggendario del romanzo. La guerra è vissuta dal mare, lontana o tanto vicina da non dare nessuna possibilità di fuga, perchè quando la nave è bersaglio di palle di cannone o siluri cosa rimane da fare? Il mare, come una enorme sirena, continua a richiamare gli uomini che abbandonano le navi a vela portando però anche su quelle a vapore i loro sogni e la loro voglia di essere protagonisti di storie fantastiche e miracolose.
E' un libro fantastico che non annoia neanche per un pagina e nonostante questo turbine di eventi lascia spazio al pensiero.
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