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TITOLO: LA SANTA ROSSA

AUTORE: John Steinbeck
Recensione di: Hadrill
Il libro che scelgo questo mese è l'opera di un famoso scrittore americano, all'epoca poco più che esordiente, ovvero si tratta de La Santa Rossa di John Steimbeck.
Prima di parlare del libro in se', vorrei fare una piccola premessa; io amo molto Steimbeck, ho letto parecchi dei suoi romanzi e soprattutto a Furore sono molto legata, per cui avevo pensato di recensire quello, ma poi ho immaginato che molto di voi lo conosceranno, così mi sono orientata su questo che è meno noto e inoltre affronta un argomento che, come ho già avuto occasione di dirvi, rappresenta uno dei miei grandi amori, letterari e non, ovvero le storie di pirati.
Dunque protagonista del romanzo è Henry Morgan, famoso e terribile filibustiere, che si accinge all'impresa che consegnerà il suo nome alla storia, la presa di Panama, all'epoca (secolo XVII) città più importante dell'America Centrale e snodo fondamentale dei traffici marittimi tra Vecchio e Nuovo Mondo.
Il romanzo è in sostanza la biografia di Morgan, partendo dalle sue umili origini in Galles, fino alla vecchiaia, raggiunta ricco e onorato quale governatore della Giamaica.
Ma il nocciolo della storia sta nel fatto che durante il saccheggio della città, Morgan incontra una donna misteriosa, di cui non conosce nemmeno il nome, e che ribattezzerà La Santa Rossa: il corsaro otterrà il tesoro e la fama, ma la bella misteriosa continuerà a sfuggirgli, come un sogno, diventando così la sua ossessione, per il resto della vita.
Questo romanzo ha qualche difetto, e non voglio nasconderlo: la prosa di Steimbeck non è ancora quella incisiva e struggente dei grandi titoli, la tematica storica non gli è poi del tutto congeniale, e in qualche parte la lettura risulta francamente noiosa, ma già sono presenti i temi che, ulteriormente sviluppati, renderanno grande l'autore.
Intanto il tema del viaggio, della ricerca: Morgan viaggia, dal Galles all'America, poi con le spedizioni corsare gira in lungo e in largo la stessa America che, secoli dopo sarà percorsa dai Joad e dai George e Lenny e dagli altri personaggi dell'immaginario steimbeckiano.
Come non dimenticare poi che poco dopo la letteratura americana avrebbe visto un romanzo che consacrava definitivamente questa idea di vita come viaggio, come ricerca e ansia di andare, ovvero Sulla Strada di Kerouac.
E questo viaggiare alla ricerca di qualcosa che potrebbe essere solo un sogno, solo un'allucinazione a me ricordò subito la vicenda del Capitano Acab e Moby Dick: i due protagonisti sono accomunati dalla medesima angoscia esistenziale, e forse un altro paragone si potrebbe azzardare, con Il Grande Gatsby, che indirizza la propria vita all'amore di Daisy, finendone travolto, e rimanendo sempre solo.
Ancora due parole sul protagonista del romanzo: Henry Morgan è figura storica, tuttavia i lettori lo rammenteranno di certo come luogotenente del Corsaro Nero, delle saghe Salgariane.
Come Salgari, Steimbeck reinventa del tutto la figura storica, così che abbiamo di fronte un personaggio che è in fondo creatura dello scrittore, per tanto non credo che la dicitura "romanzo storico" sia poi così adatta a questo libro, che uscito nel 1929, anche a causa del brutto momento, non incontrò ne' il favore della critica ne' quello del pubblico, e finì dimenticato. Il titolo, ripensandoci, dovette suonare quasi beffardo all'America della Depressione: in inglese era infatti A Cup of Gold.
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