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TITOLO: LA RAGAZZA CON L'ORECCHINO DI PERLA

AUTORE: Tracy Chevalier
Recensione di: Vigant
A Delft in Olanda, XVII secolo, la giovane Griet entra a servizio presso la casa del pittore Jan Vermeer, così da poter raccimolare un po' di soldi per la sua povera famiglia. Giorno dopo giorno Griet dimostra di essere una brava donna di servizio, guadagnando la fiducia del famoso pittore, il quale, decide un giorno di concederle l'accesso al suo laboratorio per la pulizie del caso. Anche se mal vista dalla moglie di Vermeer, vessata dai 6 figli e continuamente controllata dalla dispotica suocera, Griet sviluppa una relazione particolare con l'artista, oltre il limite del consentito: la passione s'infiamma con sguardi complici, mentre l'anima s'inebria di parole non dette. Ma laddove l'ordine sociale ha già imposto le proprie insindacabili regole, non può arrivare il travolgente sentimento di due improbabili amanti.
Leggero, rapido, brillante e meravigliosamente evocativo, lo stile di scrittura di Tracy Chevalier è come uno sbuffo di panna montata che vi fate scivolare tra la lingua e il palato. Il regista dell'omonimo film non deve aver fatto alcuno sforzo ad immaginarsi la scene per la sua trasposizione cinematografica, perchè il libro stesso sembra una splendida carrellata di dipinti dai colori caldi e solari che infiammano in primo piano sullo sfondo di una città troppo tipica e ordinata, grigia e costrittiva. Ho apprezzato molto il modo in cui Chevalier descrive la passione di Griet e di Vermeer, poiché messa in risalto dal generale senso del proibito nella società olandese di quel tempo. Una passione, forse, che proprio per la sua intrinseca insensatezza esplode in tutta la sua potenziale forza. Se siete innamorati, leggete questo libro per dare un bel bacio da uomini liberi al vostro partner!
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