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TITOLO: LA MENNULARA

AUTORE: Simonetta Agnello Hornby
Recensione di: Coscidipollo
E' possibile acquistare e leggere un libro in base al nome dell'autore? Ebbene sì, mi sono gustato leccandomi i neuroni questa opera prima di Simonetta Agnello Hornby (sarà la moglie del Nick? Lo ignoro, è una manager siciliana che vive Inghilterra e si diletta di letteratura. Roccacolomba. Sicilia. 23 settembre 1963. È morta la Mennulara, al secolo Maria Rosalia Inzerillo. Domestica di casa Alfallipe. Tutti ne parlano, perché tutti hanno in qualche modo avuto a che fare con lei, perché tutti sanno e non sanno, perché c'è chi la odia e la maledice e chi la ricorda con gratitudine se non con venerazione. Amministratrice geniale è riuscita nel tempo a mantenere e ad accrescere il patrimonio di una famiglia dell'alta borghesia isolana. Avida calcolatrice? Ladra matricolata? S anta o puttana? Mafiosa? Amante del padrone? Godiamo progressivamente la ricostruzione biografica dettata dalle testimonianze orali dei suoi compaesani. Un thriller della memoria. I ritmi sono quelli dei pomeriggi afosi passati a gustare una granita al caffé al tavolino mentre si osserva il passio della gente.
Recensione di: Hadrill
Il titolo che vi propongo questo mese è il romanzo d'esordio di una scrittrice molto particolare, a mio giudizio bravissima: Simonetta Agnello Hornby, infatti è italiana, ma inglese di adozione, e a Londra è giudice di tribunale.
Il romanzo, ambientato in Sicilia negli anni 50, si apre con la morte della Mennulara, un tempo domestica di casa Alfallipe, che della famiglia fu anche amministratrice oculata e dispotica.
I figli della famiglia Alfallipe pensano che Mennù si sia arricchita alle loro spalle, e sperano che il testamento della donna riveli la colpa e restituisca il maltolto.
Il testamento rivela effettivamente l'esistenza di una cospicua eredità, ma per averla, Mennù ha dettato condizioni molto particolari.
Il pregio di questo romanzo, a mio avviso, non sta tanto nella trama, pur ricca di colpi di scena, ma nella capacità di evocare atmosfere, di rendere perfettamente un ambiente e un clima, quello di una Sicilia a metà tra l'arcaico e il moderno, in cui si muovono personaggi la cui caratterizzazione psicologica è perfetta.
Ha inoltre un altro pregio, quello di affrontare tematiche e situazioni drammatiche senza scadere nel sentimentale o nel lacrimoso, evitando insieme la narrazione angosciante "post veristica" che non amo molto.
Insomma, il mio consiglio è: leggetelo.
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