La compagnia dei Celestini
TITOLO: LA COMPAGNIA DEI CELESTINI

AUTORE: Stefano Benni
Recensione di: bobbidi
Potremmo ormai definirlo un classico?
per i Benni-supporters di certo sì, basta visitare il sito dell'autore. In Francia è stato recentemente organizzato il primo torneo di pallastrada.
Dunque, per i pochi che non lo conoscessero, ci troviamo nell'orfanotrofio dei terribili padri Zopiloti. Tre orfanelli, Alì, Memorino, Lucifero scappano per partecipare al torneo di Pallastrada (VEDI DOPO) organizzato nel paese in cui ci troviamo,la corrotta Gladonia, un alter ego dell'Italia degli anni '90 e direi anche di oggi, con tanto di 'egoarca' Mussolardi, ricco e insaziabile proprietario di elicotteri, TV, SQUADRE DI CALCIO...
Aiutati da Celeste,misteriosa bambina-angelo trovata nei sotterranei del convento, i tre vanno incontro a nuove avventure. Due di loro se andranno dalla squadra in quanto troveranno i loro padri da anni cercati. Memorino e Celeste troveranno invece aiuto calcistico nei famosi gemelli Finezza dalla giocate sopraffine e dai nomi parlanti: Didì, Vavà, Pelè.
Non vi svelo come finirà il torneo, solo vi anticipo che le cronache degli incontri tra le squadre di tutto il mondo sono esilaranti. E che come sempre in Benni il finale è triste e malinconico: come spesso l'autore sceglie di fare per rendere amare e forse ancora più gustose le grasse risate che ci siamo intanto fatti.
Cosa ho amato di più in questo libro? le folli invenzioni, i particolari ricorrenti (come le innumerevoli citazioni dei capolavori dei nove fratelli Pelicorti sparse per tutto il romanzo: leggete e capirete cosa intendo!) e soprattutto i giochi linguistici geniali. Anatole Passabrodet, Don Biffero e Don Bracco, Fimicoli.. personaggi indimenticabili fin dal nome.
Lo consiglio vivamente!

P.S. LA PALLASTRADA

La pallastrada è il gioco immaginario.
Il meccanismo del gioco è simile a quello del calcio, non quello delle competizioni ufficiali ma quello giocato dai ragazzini (nelle strade, nei campetti di periferia, negli oratori). La pallastrada si gioca infatti in spazi di fortuna, con palloni scalcagnati e regole bislacche. Le partite possono avere durate lunghissime o essere interrotte improvvisamente (da intrusi, polizia, passaggio di ambulanze...)
L'invenzione del gioco risale al Grande Bastardo, il leggendario difensore degli orfani che organizza ogni quattro anni un Campionato Mondiale di Pallastrada: è un avvenimento che si svolge in assoluta segretezza, in quanto la pallastrada e i suoi giocatori sono malvisti da qualsiasi autorità. Dal punto di vista dell'organizzazione, si tratta di un torneo a eliminazione diretta, a cui partecipano otto squadre di orfani.
Il regolamento si compone di 14 regole fra le quali:
"Le squadre sono di cinque giocatori senza limiti di età, sesso, razza e specie animale";
"Il campo da gioco può essere di qualsiasi fondo e materiale ad eccezione dell'erba morbida", deve avere almeno una parte in ghiaia, un ostacolo, una pozzanghera fangosa, e soprattutto deve essere "possibilmente situato in zona dove il pallone, uscendo, abbia a rotolare per diversi chilometri";
"La porta non ha la regolare struttura di metallo con rete: la sua larghezza è indicata a terra da oggetti di fortuna; il portiere è autorizzato a restringerla, se non si fa scoprire, così come gli attaccanti possono allargare quella avversaria";
"La palla deve essere stata rattoppata almeno tre volte e possedere un adeguato numero di protuberanze che rendano il rimbalzo infido";
"La regola segreta 12, se applicata, annulla tutte le precedenti".
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