TITOLO: IL CONTO DELLE MINNE
AUTORE: Giuseppina Torregrossa
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Il libro parte quindi dal conto delle minne, letto nel duplice aspetto proposto dalla protagonista: la nonna prepara e conta i dolci per la festa della santa, ed intanto racconta alla piccola Agata, che sarà erede della preziosa ricetta, la storia che sta alla base della festa religiosa. La piccola continuerà a preparare i dolci, a contarli, e a raccontare a noi la stira delle donne a cui sono legati.
Il libro è diviso in due parti: nella prima Agata, che porta il nome della santa a cui furono strappati i seni, "le minne" in siciliano, ci racconta la storia delle donne della sua famiglia, di cui è stata ascoltatrice o testimone diretta. E' la parte migliore del romanzo, e ne prende la metà: a volte sono semplici stralci di vita, altre ampie vedute, ma i personaggi non sono mai banali, ed il ruotare intorno al seno, mai in maniera volgare, riempie di un fascino languido la storia di queste donne legate alla cultura e alla religione in modo forte, deboli e intransigenti, dure e dolci al tempo stesso. La seconda parte del libro ci mostra invece Agata protagonista della storia ma, a mio parere, ci fa rimpiangere la prima parte: né Agata né l'uomo al quale si lega hanno la stessa forza aspra e rustica delle donne e degli uomini di cui ha raccontato precedentemente, e l'amore saffico sulla fine risulta un po' forzato. Un libro comunque da leggere.