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TITOLO: IL SIGNORE DELLE MOSCHE

AUTORE: William Golding
Recensione di: Hadrill
Un gruppo di bambini fa naufragio su un'isola deserta mentre cerca scampo dallo scoppio di una guerra mondiale.
Rimasti soli e privi di ogni aiuto adulto i ragazzi si stabiliscono sull'isola, cercando di imitare la razionale divisione del mondo tipica degli adulti: eleggono un capo, Ralph, un gruppo di cacciatori guidati dall'impulsivo Jack, nominano i guardiani del fuoco.
All'inizio tutto sembra funzionare, tanto che rinunciano a farsi salvare da un cargo che passa nei pressi dell'isola, ma presto l'equilibrio si rompe: Jack prende il sopravvento su Ralph usando la sua abilità di cacciatore e instaura un vero e proprio regime di terrore incentrato sulla venerazione del Signore delle Mosche, in realtà una testa di maiale lasciata imputridire e coperta di insetti, e sulla paura irrazionale della Bestia, ovvero il male ancestrale che abiterebbe l'isola e dal quale è necessario guardarsi.
Lo scontro tra Jack e Ralph è inevitabile e mentre ogni residuo di civiltà viene distrutto e i ragazzi regrediscono allo stato di guerrieri primordiali, vengono uccisi Piggy, che con la sua mente acuta aveva scoperto che la Bestia altro non era che un aviatore morto, e Simone, esaltato, vittima delle sue stesse allucinazioni.
Jack non esita a dar fuoco all'isola per stanare il nemico nascosto nella foresta, ma Ralph verrà salvato dall'arrivo degli ufficiali di marina che li stavano cercando.
Di questi tempi va di moda parlare di isole, deserte e non, ma sempre abitate da inquietanti presenze: Il Signore delle Mosche recupera l'espediente caro a tanta letteratura inglese (Da Swift a Stevenson), l'idea dell'isola fuori dal mondo e dal tempo, ideale luogo per una palingenesi dell'umanità.
Romanzo agghiacciante, lucido, dal ritmo serrato, può essere letto come una metafora della condizione umana nella storia: Ralph è il portatore di ordine e di progresso, colui che mediante la ragione crea le regole dell'umanità.
Jack è la sua metà oscura, il prepotente, il bullo, colui che tali regole è destinato a scardinare, ma incredibilmente proprio tale opera di distruzione le rende necessarie.
Piggy è l'intellettuale, lucido, razionale ma debole, che dunque ha bisogno dell'appoggio di Ralph, così come Simone, con le sue allucinazioni, è il profeta, che finisce sacrificato dalle stesse folle che lo hanno seguito.
Il messaggio che Golding pare suggerire è che nell'eterna lotta tra il bene e il male, l'animo umano tende sempre verso quest'ultimo, e se liberato dai vincoli della società, l'istinto umano è quello di una bestia, capace di trasformare un paradiso in un inferno: non a caso i protagonisti del suo romanzo sono bambini, gli innocenti per eccellenza, secondo una visione stereotipata e buonista.
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