TITOLO: IL BIRRAIO DI PRESTON
AUTORE: Andrea Cammilleri
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Non è un classico di Camilleri perchè è uno (credo) dei pochi suoi romanzi in cui non c'è il Commissario Montalbano.
Infatti la vicenda si svolge alla fine del 1800, poco dopo l'Unità d'Italia, e lo sfondo è quella Sicilia che non accettava di buon grado l'annessione al regno d'Italia.
La vicenda narra della rappresentazione nel paesino di Vigata di un'opera lirica, Il Birraio di Preston di Luigi Ricci, appunto, voluta dal fiorentino Bertoluzzi,prefetto del paese, che della Sicilia non capisce nulla perchè la conosce solo dai libri (di lui Camilleri rende graficamente la parlata toscana in modo comico e riuscitissimo).In realtà Bertoluzzi ha dalla sua parte il mafioso locale, don Memè.
Tale rappresentazione non è accettata dal pubblico locale che la vede come una imposizione dello 'straniero', anche perchè il Ricci è un emulo di Mozart, e Mozart per pregiudizio non è amato dai siciliani (dice il libro).
La sera della prima scoppia un incendio, non casuale come si crede ma voluto, come intuisce qualcuno:il teatro e le case adiacenti vanno a fuoco. Il libro è la ricostruzione di questi eventi, e della complicata rete di fatti e relazioni che sta dietro ogni fatto di cronaca, almeno in Sicilia.
Mi è piaciuto molto il modo di raccontare: un fatto banale, in fondo, e un intreccio molto semplice, sono resi interessanti dalla non linearità della narrazione: i piani temporali si sovrappongono e tutto il mistero si decifra solo alla fine. Una via di mezzo tra un giallo e un affresco storico, ma soprattutto un ritratto spietato, ironico e a tratti comicissimo della natura umana. Le situazioni più serie e drammatiche si mescolano con vere e proprie farse. Ma gli uomini non cambiano mai???