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TITOLO: IL METODO DI RESPIRAZIONE (dalla raccolta Stagioni Diverse)

AUTORE: Stephen King
Recensione di: GilGalaad
Se c'è un racconto di King che ancora oggi mi mette i brividi, questo è "Il metodo di respirazione", contenuto nella raccolta "Stagioni diverse" (la stessa in cui sono pubblicati capolavori come "Il Corpo", da cui è stato tratto il file "Stand By Me" e "Rita Hayworth e la redenzione di Shawshank", che ha ispirato il film "Le ali della libertà").
Si tratta di un'opera "minore", messa a confronto con gli altri racconti presenti nel libro, ma l'atmosfera e lo stile di scrittura sono, a parere mio, così ben congeniati che ancora oggi la fanno posizionare al di sopra di altri capolavori dell'autore (cfr. "Christine la macchina infernale").
David, il narratore di questa storia, è un uomo di mezza età, notaio a Manhattan, associato ad uno strano club in cui i membri, oltre a leggere, discutono e giocano a biliardo e scacchi, raccontando strane storie. Il giovedi prima di Natale, l'anziano medico Dr. Mc Carron racconta la storia di una donna alle prese con una gravidanza indesiderata e con le difficoltà di essere sola e abbandonata nella New York del' 29.
Cosa rende il racconto degno di essere letto:
Sicuramente la delicatezza con cui viene descritta la storia della donna e la sua dignità nelle difficoltà e nei pregiudizi (il narratore del "racconto nel racconto" è il medico che si occupa di lei e che le insegna il metodo di respirazione da adottare al momento del parto).
La scena "sovrannaturale" con la quale si chiude il racconto: l'ambulanza che trasporta la donna all'ospedale per il parto ha un incidente proprio davanti all'ospedale stesso. Lei rimane decapitata, ma continua a usare il metodo respirando con la gola esposta e muore subito dopo aver dato alla luce il bambino.
Il club dove vengono raccontate le storie: un posto all'apparenza normalissimo, ma pieno di libri sconosciuti e stanze segrete, tant'è che il maggiordomo Stevens, forse il personaggio più azzeccato di tutti, diffida bonariamente (ma non troppo) David dal voler esplorare ulteriormente il luogo.
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