TITOLO: IL LAPIS DEL FALEGNAME
AUTORE: Manuel Rivas
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E' un libro corto ma inizialmente molto difficile, perchè il tempo si sposta continuamente, così come il punto di vista. In realtà l'inizio, il pretesto per la storia, mi ha un po' indisposto e poi alla fine rimango della mia idea che l'autore se lo poteva anche risparmiare. La storia raccontata è quella di due personaggi le cui vite si intrecciano, Herbal e il Dottor De Barca. Herbal è un soldato di Franco, poi un aguzzino nelle carceri e infine protettore in un bordello. Il suo amore per la bella Marisa, maturato fin dell'infanzia, lo porta a trasformarsi in una sorta di guardone, spione e poi anche delatore del Dottor De Barca che di Marisa è innamorato ricambiato. Il Dottore, convinto oppositore del regime, non si accorgerà praticamente mai dell'interesse morboso di questo aguzzino quasi invisibile, una persona che vive nell'ombra, dal destino anonimo già scritto.
Pur se sottoposto a ingiuste umiliazioni, condannato a morte, incarcerato per lungo tempo, De Barca si presenta come protagonista vincente, perchè baciato dall'ingegno, innamorato e ricambiato, sicuro nelle proprie convinzioni. Il povero Herbal appare invidioso non solo per la bella Marisa ma anche dell'ingegno, della socievolezza del Dottore, del suo successo con gli uomini, tutte doti a lui precluse fin dall'infanzia. Questo amaro destino ci avvicina per una volta all'aguzzino... che nel finale si riscatterà mettendo in disparte il proprio astio. La nostra solidarietà va a lui, grigio, cattivo e anonimo, ancor più che al Dottore, luminoso e in grado di trovare forza e consolazione nella propria mente anche nelle circostanze più avverse.
Riflessione sul destino dell'uomo.
Neanche le condizioni più avverse possono scalfire la nostra forza interiore. Questa forza la possiamo trovare nella fiducia in noi stessi, nell'ingegno, nella socievolezza, nella convinzione nei nostri ideali.
Il lato negativo della faccenda è che queste doti non sono per tutti, un destino capriccioso decide come elargirle e fin dalla nascita sarà deciso se saremo un aguzzino o un dottore.
La fortuna non si misura dalle condizioni avverse o sfavorevoli, né dal periodo storico, ma è dentro di noi!
Indipendentemente dalle condizioni storiche più o meno avverse l'uomo può essere luminoso e fortunato se il destino lo bacia donandogli convinzione nei propri ideali, fiducia in se stesso, ingegno e socievolezza.