TITOLO: IO SONO UN GATTO
AUTORE: Natsume Soseki
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Il Professore rappresenta in pieno, agli occhi del gatto, l'insensatezza e la contraddizione insite nel nuovo corso: lui e i suoi amici passano i giorni a comporre poesie, a giocare a go, a tradurre dall'inglese, ma tutti questi esercizi sono meri passatempi, poiché ormai il ruolo che fu degli intellettuali e dei samurai (come casta privilegiata), ormai viene preso dagli uomini d'affari, e la ricerca di una collocazione nella società assume il surreale e divertente aspetto di una biglia da limare per 10 anni.
Capolavoro della letteratura Giapponese, ma anche della letteratura del sec. XX, Io Sono un Gatto, esprime il disagio, l'incapacità di adattarsi al mondo che cambia, e su tale cambiamento dà un giudizio fondamentalmente negativo: i personaggi descritti potrebbero stare in un romanzo di Joyce, o di Svevo, poiché simile è la tematica, e non a caso Natsume, professore d'inglese, scrive il suo romanzo nello stile della letteratura occidentale.
Una lettura non facile, ma di grande impatto, che permette tra l'altro di scoprire il personalissimo stile del grande scrittore, autore anche di altri romanzi e di splendidi Haiku.
I protagonisti del romanzo, infatti, passano il loro tempo conversando, facendo poesie, discutendo di filosofia, allo stesso modo in cui lo passavano i nobili dei romanzi dell'epoca Heian, così spesso citati, ma l'autore mette in ridicolo queste pose estetizzanti (non per nulla il loro giudice è un gatto!), sancendo una volta per tutte la fine di certi stereotipi letterari, aprendo così le porte ad una nuova forma di romanzo.
Io Sono Un Gatto è infatti considerato il romanzo che inaugura il nuovo corso della letteratura nipponica.