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TITOLO: IO PICCOLA OSPITE DEL FUHRER

AUTORE: Helga Schneider
Recensione di: bobbidi
La scrittrice tedesca rievoca in questo libretto un fatto veramente accaduto nella sua infanzia. Di buona famiglia, è invitata in GITA nel Bunker di Hitler. Due sono i privilegi promessi: vedere il Fuhrer, e mangiare una salsiccia calda, mentre il paese muore di fame. Solo la seconda promessa sarà all'altezza delle aspettative: Hitler invece è una piccola delusione. Vecchio, stanco, col passo lento e strascicato, le spalle curve, il braccio sinistro rigido,insofferente ai rumori più leggeri, dalla stretta di mano(sudaticcia) molto poco vigorosa.
La trama è tutta nel racconto di quella strana giornata, vissuta da una bambina inconsapevole e spaesata dalle diverse 'informazioni' che riceve: la direttrice della sua scuola che comincia a dire che il responsabile di una Berlino alla fame è proprio del Fuhrer, un pazzo mitomane; quella invece della matrigna, della zia Hilde che la accompagna nella 'gita', della istitutrice che hanno dedicato la vita intera alla causa nazista.
Mi è piaciuto leggere un testo che non ha pretese di ricostruzione storica, che si limita a registrare ricordi che mettono in crisi, che forse è una forma di catarsi della scrittrice che vive un piccolo senso di colpa, nonostante la giovane età che aveva allora. In realtà i ricordi sono ogni tanto alternati da un corsivo in cui l'autrice fa citazioni storiche, per esempio stralci del diario di Goebbels, che confermano i suoi ricordi(penso che proprio così, lei è andata a rileggere di tutto da grande,e così i ricordi sono riaffiorati).
Una prospettiva diversa dal solito, e una splendida prefazione dell'autrice.
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