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TITOLO: Il PARADISO MAOISTA

AUTORE: P. K. Dick
Recensione di: Coscidipollo
Ho finito di leggere da qualche giorno Il Paradiso Maoista di Philip K. Dick. E' il suo primo romanzo fino ad oggi inedito in Italia. L'impressione è che si cerchi di sfruttare ogni cosa di uno bravo sino a pubblicarne anche i fazzoletti usati. Eppure la storia appare interessante in questi tempi di globalizzazione. La Cina post rivoluzionaria del '49 espelle e ingloba un'azienda americana che sino ad allora aveva sfruttato il suo suolo ( vedi le installazioni odierne dell'Eni sul delta del Niger). Tre impiegati sfigati sono sorteggiati nello scomodo ruolo di consegnare le vestigia degli impianti ai nuovi padroni. Un ex disk jokey alcolizzato Verne Tildon, una ragazza a casualmente deflorata dallo stesso anni prima, Barbara Mahler e un ragazzone perso nei suoi pensieri (Carl Fitter ancora vergine). Immaginate quello che succede. 3 paranoici che si aggirano per gli impianti industriali appena abbandonati che si annoiano a morte e allacciano un triangolo sessuale parecchio e inevitabilmente squallido. Verso la fine compare un cinese prototipo su bicicletta che intavola una discussione pseudo filosofica col tipo avvinazzato. Immaginate Carl Marx a braccetto con Baffo della birra Moretti.
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