TITOLO: IL PETALO CREMISI E IL BIANCO
AUTORE: Michel Faber
Tutte le immagini, i loghi, i marchi e le informazioni contenute nel sito sono copyright degli aventi diritto.
Questo sito si propone unicamente come fonte di divulgazione.
Non è nostra intenzione contestare o appropriarci di alcuno di questi diritti.
Non mi dilungo sulla trama, densissima di avvenimenti e colpi di scena, di questo romanzo che mira risuscitare i fasti del feuilletton ottocentesco e del romanzo d'appendice, strizzando l'occhio a diversi capolavori della letteratura inglese, dalla Pamela di Richardson ai vari eroi Dickensiani a Tennyson, che viene omaggiato nel titolo del romanzo.
Quello di Faber è un romanzo ottimamente costruito per quanto riguarda ambientazioni, atmosfere, caratterizzazione psicologica dei personaggi e anche dal punto di vista stilistico c'è un utilizzo del monologo interiore e dell'espediente della rottura della "quarta parete" che costituiscono un vero punto di forza del libro: lessico vario e ricco e ottima traduzione sono altri elementi positivi.
La scrittura è avvincente e coinvolgente a tal punto che il lettore finisce per ignorare i difetti che comunque sono presenti in questo romanzo: infatti le vicende narrate sono a dir poco assurde e si stenta a trovare credibile una prostituta del 1870 dotata di tante virtù e di tanta cultura, messa in voluto contrasto con una controparte maschile che rasenta l'idiozia.
Tutti i cliché del feuilletton sono comunque rispettati e questo probabilmente giustifica l'inverosimiglianza della trama, e anche la divisione manichea dei personaggi, tanto cara a Victor Hugo e ai suoi epigoni come Sue non manca di spingere il lettore a schierarsi dalla parte di Sugar, che risulta, con queste premesse, un personaggio magnificamente costruito.