DANZA CON IL DIAVOLO
TITOLO: DANZA CON IL DIAVOLO

AUTORE: Sherrylin Kenyon
Recensione di: Namorita
Prosegue la saga di Dark Hunters, con varianti minime: cambiano i nomi, colore di occhi e capelli gli dei rancorosi di turno, ma in tutti i romanzi c'è sempre sempre il bellone di turno, scontroso e scostante, senza legami e senza amore che incontra la solita imbranata e/o impedita in qualche modo che per motivi insondabili risveglia in lui sentimenti dimenticati (tranne l'istinto omicida) e in cinque minuti sboccia l'amore.
Niente di nuovo sotto il sole di questo quarto capitolo.
Zarek, dopo le vicende di New Orleans raccontate in L'abbraccio della notte, è costretto a tornare nella desolata Alaska, dove ha già trascorso 900 anni di esilio.
Qui dovrà essere giudicato dalla spietata ninfa Astrid, figlia di Themis, dea greca della giustizia: la morte di Zarek sarebbe gradita ad Artemide, regina dei Dark Hunters, ma invisa a Acheron.
Dopo aver evitato di essere assassinato da Thanatos, Zarek, profondamente ferito nell'anima, si ritrova nella casa di Astrid, che ha preso l'aspetto di una bellissima donna cieca che vive con un lupo.
Inizialmente indispettita e forse spaventata dal modo di comunicare di Zarek, estremamente spiccio e diretto, Astrid si rende però conto che l'uomo è molto diverso da ciò che sembra e che forse solo Acheron è stao in grado di sondarne l'animo e intuire cosa si nasconde dietro le apparenze: un passato triste e tanta solitudine.
Così, tra i due nasce e si sviluppa una relazione intensa che lenisce le pene dell'anima di Zarek e donando nuova sensibilità a Astrid.
Questo romanzo risolleva un po' le sorti generali di una saga sconclusionata, con una storia d'amore raccontata con appena più attenzione alle sfumature psicologiche e con più realismo, sia nella narrazione che nello svolgimento: i tempi di gestione restano ancora sotto la media ma un tentativo di miglioramento c'è.
I personaggi continuano a essere il tasto dolente: stereotipati e prevedibili, creati senza preoccuparsi che abbiano una qualche credibilità e verità psicologica.
Come ho già detto nella precedente recensione, questa è una lettura consigliata solo se avete intenzione di passare qualche ora col cervello spento ma cercate qualcosa di involontariamente divertente.
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