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TITOLO: DUNE

AUTORE: Frank Herbert
Recensione di: forrest
Questo è uno dei pochi libri che ho deciso di rileggere. E' un tomo piuttosto grosso ed è solo il primo di una serie di 6 volumi, ma è una storia compiuta. A dire il vero penso che originariamente l'autore avesse pensato di scrivere solo il primo volume e poi sull'onda del successo abbia scritto gli altri che però non sono allo stesso livello: lo scadimento è netto dal terzo in poi a mio avviso.
Dando un'occhiata alle recensioni sul retro della copertina si resta subito impressionati: Asimov e Spielberg lo considerano il loro libro di fantascienza preferito, George Lucas ammette di averne attinto a piene mani per la trama di Guerre Stellari, etc.
Non voglio anticipare troppo della trama: in fondo una delle cose apprezzabili di questa storia è che anche il protagonista scopre se stesso insieme al lettore. Comunque aspettatevi di immergervi completamente in un universo fantastico, ma perfettamente realistico e ricreato con cura fin nei minimi dettagli, e di vivere un'avventura dal sapore epico.
Le vicende prendono forma in una galassia piena di sistemi stellari, ognuna con le sue produzioni tipiche ,che commerciano tra loro grazie alla Gilda spaziale, i cui componenti, dotati di prescienza, permettono di compiere i viaggi spaziali.
Il potere si regge su un tripode formato dall'Imperatore che funge da giudice, dalle Grandi Case ad esso sottomesse, che però potrebbero detronizzarlo se coalizzate, e dalla Gilda che costituisce un'entità autonoma in grado di paralizzare chiunque con embarghi, e di influenzare le questioni politiche facendo variare i prezzi del trasporto delle truppe.
Sullo sfondo agisce il Bene Gesserit, una confraternita spirituale/scientifica, che persegue finalità oscure e di cui tutte le case e l'Imperatore si servono.
Solo nel pianeta di Arrakis (Dune) si trova la spezia, una sostanza dalle proprietà geriatriche, necessaria ai membri della Gilda per compiere i viaggi spaziali, e che per questo è la più grande fonte di ricchezza della galassia.
Dune è un deserto inospitale, popolato da vermi giganti che proteggono la spezia, e dove l'acqua è il bene più prezioso.
La parte più bella del libro per me restano gli intrighi di palazzo che costellano quasi tutto il libro, e le manipolazioni psicologico-religiose del Bene Gesserit.
E il lasciarsi trasportare nell'atmosfera mistica di un deserto dove l'acqua racchiude in sé il valore dell'oro, dell'incenso e della mirra (denaro, religione, sofferenza)...
Recensione di: Hadrill
In una galassia lontana lontana, le complicate manovre politiche dell'Imperatore Shaddam IV prevedono che il pianeta Arrakis, feudo del Barone Wladimir Harkonnen, venga governato dal Duca Leto Atreides, rivale acerrimo degli Harkonnen, che non hanno nessuna intenzione di cedere il territorio: infatti Arrakis, pur essendo deserto e infestato da vermi giganti, produce, nel suo sottosuolo, una droga potentissima, la spezia, il cui commercio è al centro dei piani della Gilda dei Mercanti, e quindi il piccolo pianeta rappresenta un autentico tesoro.
Gli uomini del Barone preparano una trappola in cui cade il Duca, ma a cui sfugge suo figlio il giovane Paul che, insieme alla madre, una sorta di Sacerdotessa addestrata a far uso di poteri mentali, trova rifugio presso i Fremen, segreti abitanti delle dune di sabbia, dei quali in breve diviene il capo, grazie agli incredibili poteri di cui il giovane si scopre dotato.
Una volta divenuti consapevoli che la spezia è la chiave per riottenere la libertà, i Fremen scendono in guerra contro l'esercito imperiale, il quale ha l'ordine di non toccare il pianeta per timore di distruggere la spezia: i Fremen invece non esitano a distruggerne le scorte, mentre i mercenari della Gilda non esitano ad uccidere la popolazione indifesa, compreso il figlio di Paul.
A questo punto Shaddam è costretto a venire a patti con Paul, ormai venerato come un profeta dai Fremen, e a dargli in sposa la sua erede, la principessa Irulan.
La trama di tutto questo vi ricorda Guerre Stellari? Ebbene, Lucas non ha mai nascosto che l'universo di Herbert è alla base della sua cosmogonia.
Il bello di questo romanzo è che pur essendo scritto 40 anni fa, non appare affatto superato alla lettura, non ha quel gusto retrò cui fatalmente va incontro la fantascienza "classica", perché l'autore limita le notazioni tecnologiche e si dedica alla creazione di un mondo parallelo "alieno" e plausibile nello stesso tempo.
Splendidi i personaggi femminili, manca forse d'incisività invece il cattivo, che per altro ha un ruolo del tutto secondario, e interessanti anche i riferimenti all'Islam, celati sotto le spoglie della religione dei Fremen.
Da leggere, senza dubbio!
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