TITOLO: CHIMAIRA
AUTORE: Valerio Massimo Manfredi
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L'autore, che non ha certo bisogno di presentazioni, si distingue per due generi di romanzi: quello storico e quello che potremmo definire thriller archeologico. Quello storico è accurato ma, a mio avviso, non riesce ad avvincere come il giallo, di cui questo romanzo è un esempio.
Manfredi infatti basa la trama, oltre che sulle sue conoscenze e i suoi studi, su elementi che fanno parte della nostra cultura, su reperti così famosi da essere parte dell'immaginario comune: oggetti o racconti di un passato che abbiamo studiato o ammirato nei musei, ma avvolti da un mistero che il romanzo, basandosi su ricerche e fatti storici, svela, anche se la soluzione rimane nella fantasia, in una storia di pura invenzione.
I thriller archeologici di Manfredi avvincono per la trama ben costruita, ma anche per ciò che sembra venir fuori dal tempo, gridando il suo mistero quando per secoli è stato solo una statua, una maschera d'oro, pochi versi di Omero.
C'è la nostalgia di un passato magico che si riallaccia col presente, di tormenti lunghi secoli che gridano il proprio dolore, e la possibilità, per il lettore, di vedere chiaramente l'immagine nella propria mente, come succede con il vero protagonista di questo romanzo: la famosa statuetta etrusca "l'ombra della sera".