CITY
TITOLO: CITY

AUTORE: Alessandro Baricco
Recensione di: Vigant
City è un romanzo post-moderno privo di una storia ma che si presenta come un contenitore di personaggi e riflessioni come le strade di una città nei cui negozi o nelle cui case vivono persone reali con tante piccole particolarità, modi di essere e di vivere. Per Baricco, City è dunque solo una scusa per far parlare come più gli conviene tre personaggi, la cui relazione è del tutto insignificante. Shatzy Shell è una donna amante del cinema western che nutre il sogno di realizzare una film del genere su una sua sceneggiatura. Shatzy nutre un profondo istinto protettivo nei confronti di Gould un ragazzino quindicenne che studia già all'università perchè è un genio ma con enormi difficoltà caratteriali e psicologiche: Gould dice sempre di vivere accanto a sue due amici di nome Diesel e Boomerang e si piscia addosso, quando qualcuno gli si avvicina per fare una domanda banale. All'università uno degli insegnanti e colleghi di Gould è il professor Mondrian Kilroy che si distingue nel libro per alcune delle più edificanti lezioni di filosofia che io abbia mai sentito.
Lo stile di scrittura di City è essenzialmente quello teatrale in cui i personaggi dialogano tra loro in coppia e in gruppo. In City però, quasi mai ha senso ciò che viene detto e chi lo dice difatti Baricco raramente indica chi dice che. Al contrario Baricco inserisce alcune lunghe dissertazioni sugli argomenti più disparati, sulle quali il lettore farà forse meglio a concentrarsi (se proprio vuole sforzarsi di apprezzare questo libro). Ricordo di aver letto una lunga discussione sul Western e sul mondo del pugilato negli anni 50-60 ma in entrambi i casi purtroppo ho finito col saltare le pagine a piè pari facendo ricorso ai diritti del lettore a non infliggersi ulteriore pena se quel che legge non gli piace. Al contrario vi raccomando la disquisizione sull'implicazioni socio-filosofiche del porch americano (ovvero di quel portico in legno con il classico dondolo che sta al di fuori di molte case americane subito adiacente alla porta d'ingresso). Memorabile anche la lezione sul quadro delle Nymphéas di Monet, e il Saggio sull'onestà intellettuale del Prof. Kilory, ovvero come l'uomo esprime idee che poi non sono più loro.
Il libro in definitiva non mi è piaciuto affatto. Non ve lo consiglio e se avete altro da leggere fatelo senza indugiare. Ho trovato il libro pesante, (volutamente) insulso nei dialoghi e veramente insostenibile per la totale assenza di una storia. So che è fatto così per espressa volontà dell'autore ma a me, lettore mediocre, questo non va giù. Se ci si aggiunge che a me del pugilato, del calcio e dei western non me ne può fregare di meno, allora non vedo come possa spezzare una lancia in favore suo. Un'altra recensione ne parlerà sicuramente meglio. Forse a chi piacciono i libri con "flusso di coscienza" come quelli di Proust o di Virginia Woolf allora interesserà sapere che anche in City c'è qualcosa di simile con la differenza che se il flusso di coscienza va a ruota libera, la dissertazione di City sull'argomento scelto segue un filo logico molto chiaro per arrivare a una conclusione ben definita. In pratica si segue molto meglio la dissertazione di City che non l'elucubrazione della Woolf perchè in City è come se fosse un professore universitario a parlarti, e quindi a guidarti lungo il discorso, mentre nelle pagine della Woolf se non entri nei binari mentali dell'autrice non c'è proprio verso di seguirla.
Tutte le immagini, i loghi, i marchi e le informazioni contenute nel sito sono copyright degli aventi diritto.
Questo sito si propone unicamente come fonte di divulgazione.
Non è nostra intenzione contestare o appropriarci di alcuno di questi diritti.