AMABILI RESTI
TITOLO: AMABILI RESTI

AUTORE: Alice Sebold
Recensione di: lippu
Questa è la storia di una spettatrice. La protagonista, infatti, è già morta quando si presenta a noi lettori. Un vicino l'ha stuprata brutalmente e uccisa mentre, studentessa all'ultimo anno delle medie, stava tornando a casa. Tutto il romanzo è un lungo sguardo sulle vite di coloro che sono rimasti, attraverso l'arco di molti anni.

La storia in sé non ha molto di originale e presenta alcuni difetti: le vite delle persone amate, osservate, non hanno niente di veramente eccezionale; l'assassino è già noto dalle prime pagine e il luogo in cui Susie si trova, in una lunga attesa, dopo la morte, presenta forti ingenuità. Inoltre, a mio parere, l'autrice avrebbe potuto felicemente risparmiarsi il brano in cui Susie riesce per un breve momento a riacquistare una forma corporea. Eppure il mio giudizio è positivo.

E' nell'atmosfera il valore di questo libro ed il segreto del suo successo (a breve uscirà infatti il film). Non è facile rendersene conto, ma la vera novità è il sentire la protagonista esattamente sullo steso piano di noi lettori. Durante tutta la durata del libro siamo al fianco di Susie e lei, come noi lettori facciamo sempre, siede ad osservare: sperando, spaventandosi, essendo triste o felice, ma non potendo intervenire in nessun modo. Questa strana sensazione si riflette in un'intimità sempre più forte, difficile da spiegare. Un altro pregio di queste pagine è dato dalla particolare atmosfera che si crea attorno alla protagonista. Susie è morta di una morte atroce e non riesce a staccarsi dalla terra, eppure i suoi sentimenti riflettono il fatto che lei non sia più, né potrà più essere, nel mondo reale: è allo steso tempo legata a ciò che vede e distante dalle passioni umane. Le sue sono domande che una non totale accettazione della sua morte le impone di porsi, eppure le passioni che ci si potrebbe aspettare non vengono fuori: non c'è mai odio nei confronti del suo assassino (il signor Harvey", come lei continua a chiamarlo), non c'è invidia per i compagni che crescono, non c'è astio per la madre che non riesce ad essere sostegno dei suoi familiari; solo una malinconia dolce e priva di speranza. Ed in questa nostalgia forte, in questo affetto, in questo guardare senza poter raggiungere c'è tutta la magia di questo libro: lo sguardo sulla vita è reale: i personaggi hanno difetti e debolezze racchiuse in un guscio di noce, ma che non riescono a vincere. La vita lascia, per molti di loro, finestre aperte che non si richiuderanno mai, situazioni irrisolte ma anche la forza e la sopportazione che derivano dall'amore.
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